di Piero Domenico Della Vedova architetto
Maria Teresa Bianzan : importante presenza nel panorama internazionale dell’arte contemporanea
Nasce nel 1940 in pieno conflitto bellico che procura solo drammi e paure e, per sfuggire alla realtà l’artista si rifugia in rasserenanti mondi fiabeschi
I suoi avi sono stati cultori delle arti figurative e, una casuale combinazione genetica, associata ad una raffinata educazione, hanno contribuito alla formazione del suo processo artistico.
Ricorda…nel periodo dell’infanzia vissuta al colle di Borgobello, fantastico laboratorio naturale, mi
sentivo colpevole di esistere,sentivo di ferire l’erba calpestata, di esercitare vivendo un atto di violenza che annullava altre esistenze; i segnali della natura e le tensioni dell’invisibile a volte pulsavano nella mia mente , mentre il pensiero provava ansia per il destino di ogni essere .
In quel periodo per me formativo , ero molto incuriosita e attratta dalla presenza di etnie diverse quali americani,inglesi,spagnoli e giapponesi che gestivano a fine guerra la cucina da campo allestita nel giardino del nonno e che con lingue e tratti somatici differenti si comportavano con affettuosa attenzione e pensieri gentili.
Lontani messaggi cosmici da decodificare, mi creano ancora oggi tensioni emotive tali da doverli tradurre sulla tela con simboli, forme, scritture e memorie in un linguaggio dal valore universale…
La sua curiosità dell’esistente è associata ad una sensibilità non comune che viene arricchita dalla lettura, dalle visite museali, dalla passione innata per la conoscenza scientifica e dalla suggestione delle arti classiche ed orientali
Questo suo mondo sviluppa uno stile pittorico autonomo lontano da convenzioni o imposizioni di mercato e, i contenuti a volte drammatici sono anche testimonianze del sociale più difficile
La maturità conseguita al liceo artistico di Venezia non ha influenzato il suo percorso di ricerca, obbedendo a impulsi originati da una memoria millenaria e da antichi codici della natura.
Lei, lontana da particolari ambizioni o da ambiti ed effimeri successi, un poco timida, riservata e rispettosa è in netto contrasto con la potenza delle sue opere.
Il suo stile pittorico molto personale è il frutto di una accurata ricerca guidata dal disegno che conserva armonia e compostezza classica
La sua prima personale nel 1969 tenuta nella sua città, viene curata da Arturo Manzano corretto e stimato critico d’arte che scrive” Un debutto oserei dire eccezionale e si presenta al pubblico con sorprendenti opere ispirate a stati d’animo, cariche di magie e sortilegi con disegni al tratto, che svelano una straordinaria forza espressiva.”
Pierre Restany nel 1995 ha definito i suoi disegni al tratto Michelangioleschi!
Simon Veil al Fiac di Parigi trova le sue opere straordinarie e superbe
Dagli anni settanta in poi espone con personali a Udine, Venezia,Milano, Trieste, nuovamente Venezia centenario di Biennale,Montecarlo, Basilea, Parigi.
Molto apprezzata l’opera acquisita dai Musei Vaticani con un disegno al tratto
Dante: I Violenti inferno canto dodicesimo
Nell’elaborazione delle sue opere si possono leggere voci ed elementi dove l’artista sfiora l’assoluto
Scrive Gillo Dorfles…siamo di fronte ad un universo immaginifico e ad un processo creativo innovativo e di incredibile complessità, realizzato con una tecnica pittorica e figurazione originalissime.
Il critico olandese Eduard Wingen… l’arte di Bianzan è la sublimazione di un chiuso mondo interiore che attraverso il dominio delle energie spirituali sa raggiungere l’infinito
Venezia 2025