Sono gruppi familiari, maternità, donne e uomini definiti nella loro corporeità possente, ma anche fragile, perché percorsa da malin
conia e dolcezze struggenti. Pare di scorgere vaghi ricordi dei disegni dell'amato Picasso, maestro di sentimenti e di segni più che di poeti che. Il mondo affettivo di Bianzan si definisce anche nei corpi, tutti disarmati, vulnerabili e come vergognosi della propria monumentalità. Questi disegni testimoniano la consapevolezza di una pietà sopravvivente, che impedisce all'artista di discendere il burrone fino all'estremo e l'induce a fermarsi dove non giungono gli urli della tragedia…È alla fine degli anni Sessanta che compaiono le sterminate folle sconvolte abitatrici dei gironi danteschi, folle che si assiepano lungo le rive dell'Acheronte, o inseguono la bandiera che non ebbero in vita nello stuolo degli ignavi, o vengono travolte dalla bufera infernale. Sciami e festoni di corpi affannati, miriade di poveri corpi in cui l'individualità si perde nell'anonimità e nella animalità acefala della massa. Da essa non possono che nascere il male, la violenza, la brutalità, la rabbia, la furia, la degradazione totale. Lo spirito è spento. Vi è soltanto una sopravvivenza organica, brutale, con il trionfo del branco e delle sue qualità più deteriori e disumane. Ma talvolta le folle si separano in piccoli gruppi. Le figure si accasciano in desolazioni bibliche, o si stringono in se stesse, in disperate solitudini, o vengono attraversate da mostri alla Bosch, improbabili uccelli che sfuggono a ogni classificazione, caricandosi di significati simbolici…
Carlo Sgorlon
Venezia