Accostandoci alle tele alcune di grandi dimensioni ma, sempre trattate con la stessa raffinata tecnicaci troviamo a confrontarci con la presenza di un vero e proprio "universo immaginifico" di incredibile complessità, attraverso il quale l'artista ha raggiunto una sorta di costante surrealtà, (che non deve essere assimilata al tradizionale surrealismo).Le opere create da Bianzan sono talvolta le "trasfigurazioni" di scene vissute dove le figure umane subiscono inconsuete metamorfosi,altre volte sconfinano nella stesura di vere e proprie invenzioni di imprevedibili esseri fantastici appartenenti ad una utopica "animalità o vegetalità ".Si vedano per non citare che alcuni dei tanti esempi "L'idolo di fuoco 1991 un panorama abissale dove una serie di pseudoanimali occhieggiano in un magma indifferenziato;oppure "Favola agreste" dove una figura dall'apparenza umana presenta parti corporee con identità animalesche. Ma ogni descrizione di queste opere suonerebbe falsa ed approssimativa, come nel caso di "Labirinti" del 2003, una tela tutta impostata sull'azzurro e, dove entità misteriose coinvolgono lo stesso tessuto del firmamento. Ecco, dunque, come l'incontro tra una peculiare tecnica pittorica e una inesauribile fantasia, permettano all'artista di creare un'opera che, come affermavo sin dall'inizio