L'universo interiore di Bianzan
 
Eduard Wingen
 
In quest'epoca post-moderna, in cui la Transavanguardia cerca di evitare con molto fracasso la "quiete dopo la tempesta" del rinnovamento, non è semplice separare il grano dalla mala erba. Solo l'osservatore attento riesce a riconoscere il valore dell'autentico e del singolare nella moltitudine di immagini logore e rilustrate che rendono l'attuale situazione dell'arte molto caotica e poco trasparente. È necessario però compiere uno sforzo verificando l'osservazione con l'aiuto delle proprie conoscenze, dei propri ricordi e soprattutto dell'intuizione. Un'analisi di questo genere merita l'arte di Bianzan, che trae ispirazione da un complesso mondo interiore. Si vede, si sa, si sente che qui si tratta di un'arte che attraverso le vibrazioni interiori porta alla superficie n mondo misterioso. Bianzan è dunque un'artista che sulle tracce dell'esperienza di Klee sa rendere "l'invisibile visibile" svelando i più nascosti segreti dell'anima. Chi è capace di questo, dispone della forza della poesia ed è ancora in possesso dell'innocenza che normalmente si perde dopo l'infanzia. Il poeta-mago Klee aveva ben compreso il significato artistico dell'innocenza, usando questa pura energia della visione, nelle sue immagini fantastiche. Egli chiamò le espressioni figurative del bambino "immagini di intima fusione con le cose, tese in un processo di conoscenze e penetrazione del mondo".
Queste immagini secondo Klee fanno rivivere situazioni intense e lontane, conoscenze perdute che solo con un grande sforzo interiore possono rendersi di nuovo visibili. È esattamente quello che evoca Bianzan con la sua "scrittura dell'anima", con i "giardini" fiabeschi del suo microcosmo immaginario. L'artista permette all'osservatore esterno di gettare un fuggevole sguardo nel favoloso mondo dell'infinitamente piccolo, dove forme elementari creano vite nuove e continui fermenti di rinascita come in una rinnovata primavera. Bianzan, come benevole magia, dominando le energie del pensiero intuitivo fa apparire dal nulla immagini sorprendenti ed enigmatiche, notturni siderali misteriosi capaci di comunicare le musicali dimensioni dello spazio. Sembra una contraddizione, ma la poesia che anima quest'artista sa dare vastità alle sue opere, la sua arte è sublimazione del chiuso mondo interiore che attraverso il dominio delle energie spirituali sa raggiungere l'infinito. È un processo questo che ci svela molti arcani come una goccia d'acqua svela al microscopio gli invisibili segreti della vita.
Klee, ma anche l'analitico musicale Kandiskij e il sognatore Mirò hanno avvicinato Bianzan a questi segreti insegnandole a esplorare la sua anima, poiché è lì che i misteri della vita acquistano significato stimolando i processi espressivi dell'immaginazione. Ed è per questa ricerca tesa a raffigurare un mondo che vive al di là della realtà apparente che l'arte di Bianzan potrebbe essere accostata al Surrealismo; ma il suo modo di operare è molto lontano dal dogmatismo di Breton.Sul piano della creazione, quest'artista si muove con assoluta libertà, lasciando che le immagini si manifestino guidate solo dal ritmo della sua intelligenza e della sua intuizione. Sono queste due qualità a determinare la forza surreale della sua arte, permettendole di fondere con armonia il rigoroso linguaggio formale con un magico uso del colore.
L'universo interiore che quest'artista ha esplorato in silenzio nel corso degli anni e del quale ha fatto una mappa fantastica crea in chi guarda il desiderio di una riflessione sulla caotica situazione artistica attuale, dove ormai predomina la superficialità ed il cinismo; solo chi custodisce ancora i valori interiori e ama il silenzio della meditazione potrà trovare nell'arte di Bianzan, non legata né al tempo né al luogo, il respiro dell'universalità.
 
Eduard Wingen
Amsterdam
 
Eduard Wingen, il più autorevole critico d'arte olandese, redattore del "Kunstbeeld" di Amsterdam, ha pubblicato numerose monografie e cataloghi su artisti contemporanei sul gruppo Cobra, su Karel Appel, Corneille, Eugène Brands, Theo Wolvekamp, C.H. Pedersen, Bram van Velde, Marcello Avenali, Aaron Fink e altri.
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